NeurOptimal® contro l’acufene: studio multicentrico rivela riduzioni significative del sintomo

La ricerca appena pubblicata su Argomenti di otorinolaringoiatria moderna dell’A.I.O.L.P., rivista medica ufficiale di otorinolaringoiatria in Italia, rappresenta una svolta importante: il Neurofeedback Dinamico NeurOptimal® emerge come un approccio innovativo e promettente per aiutare i pazienti con acufene a ridurre la sofferenza e a migliorare la qualità di vita attraverso l’autoregolazione cerebrale

Un nuovo orizzonte per l’acufene

Lo studio multicentrico Palermo–Milano ha valutato l’efficacia di NeurOptimal® in 209 pazienti con acufene, monitorando nel tempo sia i sintomi audiologici sia gli aspetti emotivi e psicologici associati (depressione, ansia, stress, preoccupazione patologica). NeurOptimal® viene descritto come un allenamento cerebrale non invasivo, basato sui principi di autoregolazione, neuroplasticità e apprendimento, capace di aiutare il cervello a uscire da schemi rigidi e disfunzionali che alimentano la percezione del “suono fantasma”.

Come funziona il training NeurOptimal®

Durante le sessioni, il paziente ascolta musica per circa 33 minuti mentre sensori posizionati su cranio e orecchie rilevano l’attività elettrica cerebrale da 0 a 64 Hz. Ogni volta che l’algoritmo rileva una variazione significativa (espressione di una dinamica meno ottimale), la musica viene interrotta per una frazione di secondo: questo feedback in tempo reale permette al cervello di “specchiarsi” e autoregolarsi, favorendo centinaia di micro-riallineamenti funzionali sessione dopo sessione.

Disegno dello studio e strumenti utilizzati

I pazienti sono stati sottoposti a 30 sessioni di training in 10–15 settimane, con valutazioni psicometriche prima (T0) e dopo il percorso (T3) tramite THI (Tinnitus Handicap Inventory), DASS-21 (depressione, ansia, stress) e PSWQ (preoccupazione patologica). Il campione, reclutato con criteri rigorosi e dopo approfondite valutazioni audiometriche e otoneurologiche (incluso ABR), comprendeva soprattutto soggetti con acufene da meno di 2 anni, spesso con udito normoacusico ma importante impatto soggettivo del sintomo.

Risultati: meno handicap, meno depressione, ansia e stress

I risultati sono particolarmente incoraggianti: dopo 30 sessioni il punteggio medio THI si riduce del 22%, con un netto spostamento dei pazienti verso le classi di gravità più basse (ad esempio la classe “catastrofico” passa dal 15% al 7%, mentre la classe “minimo” cresce dal 7% al 24%). Anche i livelli di depressione, ansia e stress misurati dal DASS-21 mostrano cali significativi (circa -29% per depressione e ansia e -22% per lo stress), con una percentuale sempre maggiore di pazienti che rientrano nelle fasce “normale” o “lieve” dopo il training.

Benefici che durano nel tempo

Un dato particolarmente rilevante per clinici e pazienti è la tenuta dei risultati nel follow-up: a 6, 12 e 24 mesi dalla fine del training, le riduzioni di handicap da acufene, depressione, ansia e stress rimangono sostanzialmente stabili, con variazioni ancora intorno al -18/-25% rispetto alla condizione iniziale. Questo suggerisce che le modifiche indotte dal Neurofeedback Dinamico NeurOptimal® non sono un semplice “effetto a breve termine”, ma riflettono verosimilmente un riassetto più profondo delle reti neurali coinvolte nella percezione e nella gestione dell’acufene.

Azione centrale e neuromodulazione

Analizzando il rapporto V/I all’ABR nei pazienti normoacusici, gli autori osservano che NeurOptimal® sembra avere un impatto ancora maggiore sui soggetti con indice V/I alterato, cioè con segni di iperattività centrale. Questo dato rafforza l’ipotesi che l’azione del Neurofeedback Dinamico Non Lineare agisca soprattutto a livello centrale, modulando le reti neurali implicate nella generazione e nel mantenimento dell’acufene, più che sul semplice versante periferico cocleare.

Cosa significa per pazienti e clinici

Gli autori sottolineano che NeurOptimal® non “spegne” l’acufene, ma ne riduce l’handicap percepito e l’attenzione ad esso, fino al punto che in alcuni casi il disturbo diventa quasi irrilevante nella vita quotidiana, con un parallelo miglioramento dello stato psicofisico generale. In altre parole, il focus terapeutico si sposta dal tentativo di eliminare il suono alla capacità del cervello di integrarlo, ridimensionarlo e non lasciarsi dominare da ansia, depressione e stress correlati.

Una conferma scientifica per un approccio innovativo

Secondo gli autori, questi risultati preliminari supportano l’idea che il Neurofeedback Dinamico NeurOptimal® rappresenti un valido aiuto per i pazienti con acufene, radicato nei principi chiave di autoregolazione, neuroplasticità e apprendimento. Il fatto che lo studio sia stato condotto con approvazione del Comitato Etico e pubblicato sulla rivista Argomenti di otorinolaringoiatria moderna dell’A.I.O.L.P. conferisce ulteriore solidità scientifica e apre la strada a nuovi protocolli integrati tra otorinolaringoiatria, otoneurologia e psicoterapia.

Riferimento bibliografico

Messina A., Raponi G., Di Nardo M.M., Corvaia A., Ciodaro F., Cupido F. Neurofeedback Dinamico® NeurOptimal®: un nuovo approccio per migliorare la percezione dell’acufene attraverso l’autoregolazione cerebrale. Argomenti di Otorinolaringoiatria Moderna 2025;1:11-23.

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